
Anche se ho creato questo Blog con l’intento di discutere liberamente di arrampicata senza temi fissi e senza compiti da svolgere, vorrei invitare i miei ospiti ad esprimere i loro pensieri su un argomento che mi sta particolarmente a cuore.
Cosa vi passa per la testa quando dovete affrontare una via di un certo impegno (sia esso tecnico, fisico o psicologico)?
In definitiva quali sono le motivazioni mentali per cui non desistete dal vostro compito e anzi cercate di metterci il massimo impegno possibile.
Non credo esista uno scalatore che pronto a salire una via non faccia un minimo di pseudotrainning autogeno per ingrassare la propria automotivazione.
Ecco, io vorrei sapere qual’è per voi la molla automotivante, che processi mentali si instaurano nella vostra testa prima di salire una via e raggiungere la concentrazione e l’equilibrio necessario per una scalata degna di questo nome.
Per la mia modesta esperienza a monte di una salita che è stata veramente appagante c’è sempre una preparazione mentale di un certo tipo. E’ vero che molto dipende dalla situazione emotiva generale a cui si è sottoposti in quel particolare momento, ma sono sicuro che esistano delle spinte psicologiche che riescano ad autoinstaurare una condizione di concentrazione assoluta in quasi tutte le occasioni.
A breve cercherò di scrivere la mia esperienza personale, intanto vi invito a ragionarci su e provare a scrivere anche voi due righe.
Cosa vi passa per la testa quando dovete affrontare una via di un certo impegno (sia esso tecnico, fisico o psicologico)?
In definitiva quali sono le motivazioni mentali per cui non desistete dal vostro compito e anzi cercate di metterci il massimo impegno possibile.
Non credo esista uno scalatore che pronto a salire una via non faccia un minimo di pseudotrainning autogeno per ingrassare la propria automotivazione.
Ecco, io vorrei sapere qual’è per voi la molla automotivante, che processi mentali si instaurano nella vostra testa prima di salire una via e raggiungere la concentrazione e l’equilibrio necessario per una scalata degna di questo nome.
Per la mia modesta esperienza a monte di una salita che è stata veramente appagante c’è sempre una preparazione mentale di un certo tipo. E’ vero che molto dipende dalla situazione emotiva generale a cui si è sottoposti in quel particolare momento, ma sono sicuro che esistano delle spinte psicologiche che riescano ad autoinstaurare una condizione di concentrazione assoluta in quasi tutte le occasioni.
A breve cercherò di scrivere la mia esperienza personale, intanto vi invito a ragionarci su e provare a scrivere anche voi due righe.
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